Addome acuto vda idrosalpinge torto in adolescente – Case Report

2016.05.01_gtridenti

B.S, 14 anni, italiana caucasica, il 18/9/2020, alle 14.30, si presenta al PS dell’Arcispedale Santa Maria di Reggio Emilia riferendo 3 episodi di vomito odierni e dolore addominale irradiato al fianco destro da 2 giorni.

A domicilio Orudis, 1 fiala i.m. senza beneficio. Si presenta sofferente, lamenta dolore al fianco destro irradiato posteriormente ed alla gamba. Il giorno prima, il medico curante aveva riscontrato una cisti ovarica destra di 8 cm ed aveva proposto un intervento chirurgico in elezione.

Paziente virgo, menarca a 12 anni, cicli regolari, anamnesi muta, UM: 19/8/2020. Riscontro di PS: “paziente pallida e che lamenta vivo dolore, addome difficilmente trattabile al fianco dx, con reazione di difesa e vivo dolore in fossa iliaca destra e fianco destro” Esami urgenti: GB 11.520, neutrofili 90,2%; GR 4.480.000; Hb 13,3 gdl; PCR 0,01 mg/dl; b-HCG <2 UL. Dopo Perfalgan 1 fiala e.v. e Fisiologica 500 ml e.v., invio in consulenza ginecologica con diagnosi di “dolore addominale in paziente con cisti ovarica e sospetta appendicite acuta”.

Valutazione ginecologica: addome poco trattabile, Blumberg positivo, non risentimento pelvico alla visita rettale. Ecografia TA: “cisti uniloculare, anecogena, a pareti regolari dell’ovaio destro, di 7,1 x 5,6 x 6,7 cm; utero tendente alla retroversione; endometrio secretivo; non free fluid in addome”.

Ricovero in Ginecologia con diagnosi di sospetta torsione ovarica vs. appendicite acuta. Ore 17.00: la consulenza chirurgica esclude urgenze chirurgiche. Ore 21.00:  peggioramento della sintomatologia. Con consenso della madre, si procede a videolaparoscopia, che evidenzia: utero antiverso, regolare; tuba destra dilatata per presenza di idrosalpinge di circa 8 cm diam max, con triplice torsione sul meso tubarico; parete tubarica congesta e cianotica, con fimbrie parzialmente necrotiche; ovaio destro regolare; annessi di sinistra normali. Per necrosi della parete tubarica, previa detorsione, si esegue salpingectomia destra.

Buon controllo dell’emostasi. Regolare decorso postoperatorio. Dimissione in 2° giornata. Esame istologico: “tratto tubarico con lume dilatato e diffuso infarcimento emorragico della parete”. In conclusione, se la diagnosi preoperatoria di questi quadri rari è difficile, può essere migliorata   dalla consapevolezza della loro esistenza. Il trattamento ottimale è tuttora dibattuto. Anche se la letteratura riporta salpingectomia nel 67% dei casi vs.  terapia conservativa nel 33%, quest’ultima è supportata da sempre maggiori evidenze e sarebbe preferibile anche in situazioni apparentemente compromesse.

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