Caso Clinico SIGIA: Forma classica o non classica, questo è il dilemma

2021.06.21 Francesca Pampaloni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Summary: presentiamo il caso clinico di una bimba di 6 anni che abbiamo iniziato a seguire nel 2018 quando è giunta alla nostra attenzione per infezioni vulvovaginali ricorrenti trattate. La bimba aveva un’anamnesi familiare e personale negativa. Ha ripetuto un tampone da noi che è risultato negativo. Tuttavia alla visita è risultata evidente un’ipertricosi in particolare a livello pubico, con uno stadio Tanner P1/2 ma negativo a livello degli altri distretti. Nel sospetto di un caso di pubertà precoce ha eseguito gli accertamenti previsti da cui è risultata una età ossea accelerata e una iniziale maturazione degli organi genitali interni, con estrogeni urinari negativi. Abbiamo richiesto quindi i dosaggi ormonali con riscontro di un 17 OH progesterone aumentato (6 ng/ml); è stato quindi eseguito il test all’ACTH con riscontro di aumento significativo dei livelli di 17 OH progesterone a 60 minuti. Abbiamo quindi posto diagnosi di sindrome adrenogenitale forma non classica late onset, successivamente l’indagine genetica ha confermato una doppia mutazione in cis con conseguente deficit parziale dell’ enzima 21 idrossilasi. Tali mutazioni sono state evidenziate anche nella mamma che tuttavia non aveva mai manifestato alcuna sintomatologia di tipo androgenico ma che ha in anamnesi un menarca a 9 anni. Studi familiari (Nangadopal 2011) hanno dimostrato che non tutti gli individui con genotipi compatibili con SAG sviluppano segni di iperandrogenismo. Uno studio con 145 probandi ha dimostrato che il 4% dei genitori presentavano SAG non diagnosticata, cosiddetta criptica. Con l’eccezione dell’infertilità tra le donne, questi individui presentano una altezza normale e non riportano sintomi indicativi di episodi di insufficienza surrenalica.

Nel frattempo la bimba, non essendo sintomatica da altri punti di vista, non è stata sottoposta ad alcun trattamento ma solo ad un follow up seriato ogni sei mesi in cui è stata riscontrata progressivamente una riduzione dei segni di maturazione puberale a livello ecografico e clinico parallelamente ad una normalizzazione dei livelli di 17 OH progesterone.

L’aspetto più interessante di  questo caso è stato proprio questo riscontro di fluttuazione in senso di normalizzazione clinica e laboratoristica. In effetti è noto che non ci sia una correlazione precisa tra quadro genetico e manifestazioni fenotipiche della patologia.

La sindrome adrenogenitale late onset ha una incidenza di 1/15000 nati vivi. Il deficit del 21 idrossilasi è la causa più comune. Classicamente la sindrome adrenogenitale si divide nella forma classica che a sua volta può essere salt wasting oppure simple virilizing, e la forma non classica, ma tale classificazione sta andando progressivamente in disuso a favore di uno spettro di manifestazioni dalle più severe alle più lievi o addirittura fluttuanti come il caso della nostra paziente. Il tipo di difetto genico alla base del deficit enzimatico è più frequentemente una ricombinazione omologa tra il gene coinvolto e il suo pseudogene, ma sono descritte anche molte singole mutazioni puntiformi che possono essere completamente inattivanti (che generano la forma con perdita di sali), o con una attività residua intorno al 2% che causano fenotipo classico senza perdita di sali, o infine con attività residua maggiore all’origine delle forme non classiche.

Agli ultimi controlli la bimba ha continuato ad avere un 17OH progesterone nella norma ma a 8 anni e 6 mesi ha mostrato un nuovo movimento in senso puberale, che è però stato interpretato come l’iniziale sviluppo fisiologico come suggerito anche dallo scatto di crescita staturale tra gli ultimi due controlli

Per rivedere la video registrazione dell’evento

Puoi rivedere il webinar attraverso la registrazione effettuata dal vivo dell’evento!

Commenti Facebook: Si prega di inserire una URL valida