Dalla parte delle bambine

Sempre «Dalla parte delle bambine», un classico da rileggere Alessandra Magliaro ROMA

Il giorno di Natale è morta a 93 anni Elena Giannini Belotti, scrittrice, saggista, pedagogista, una figura fondamentale per la nascita del femminismo in Italia e la cui eredità culturale è di grande attualità ben più di quanto consapevolmente si sappia. Nel 1973 aveva scritto «Dalla parte delle bambine», il libro che rivoluzionò il modo di guardare le bambine, edito da Feltrinelli, volume che occupa un posto di onore nelle librerie delle ex ragazze degli anni Settanta. La sua tesi ha avviato ogni discorso sulla parità di genere dimostrando che la tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori «innati», bensì ai «condizionamenti culturali» che l’individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Dacia Maraini ha concesso all’Ansa un’intervista per ricordarla.

Dalla parte delle bambine ha cambiato la prospettiva. È stata una picconata alla visione patriarcale sui generi.

«L’originalità della posizione di Elena Gianini Belotti deriva dal fatto che lei porta prima di tutto una testimonianza. Le riflessioni arrivano dalla osservazione delle realtà e questo rende tutto credibile. Elena racconta, avendolo constatato con i suoi occhi , nel Centro Nascita Montessori fondato nel 1960, che bambini e bambine fino ai due o tre anni hanno gli stessi impulsi: di gioia, di dolore, di aggressività, di affettuosità, di rudezza e di morbidezza. Dopo i tre anni comincia il lavoro sociale per la creazione dei generi ,secondo una ideologia vecchia di millenni. Ai bambini si insegna come indirizzare gli istinti aggressivi verso il mondo, verso il nemico; alle bambine si insegna a controllare e reprimere i propri istinti aggressivi, e se proprio urgono, a rivolgerli contro se stessa. Da lì derivano i ruoli e le competenze che molti, dopo averli ben bene assimilati, considerano prodotti della natura e non della cultura. Questo racconta Elena e lo fa con voce sapiente e autorevole. Per questo il suo libro è stato importantissimo per il femminismo e credo che vada visto come un classico che tutti dovrebbero conoscere».

Che legame ha avuto con la Belotti?

«Ho conosciuto Elena durante i movimenti del femminismo. Era una donna combattiva, ma mai fanatica. Si è battuta sempre per i diritti delle donne, ma con spirito razionale e anche senso dell’umorismo».

Il Centro Nascita Montessori, il primo in Italia ad occuparsi della preparazione delle future madri al parto e alla cura del bambino nei primi mesi di vita, è un’altra parte importante del lavoro della Belotti.

«Certo, l’appartenenza alla scuola Montessori è stata importante per lei. Ma se non ci avesse aggiunto delle riflessioni proprie e innovative, sarebbe stata una appartenenza solo formale».

«Dalla parte delle bambine» non è ovviamente l’unico titolo importante della produzione della Belotti, certo il più famoso. Alcuni anni fa la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini ne riprese il titolo e il concetto dimostrandone l’attualità, con «Ancora dalla parte delle bambine» (2014 Feltrinelli).

Il saggio della scrittrice e pedagogista, del 1973,fu una vera rivoluzione

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